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Laboratori post terremoto

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Nelle giornate del 20-21-22 settembre 10 artisti Mus-e tra cui i torinesi Di Matteo e Rosenthal, hanno condotto dei laboratori nelle zone terremotate di Fiastra, Visso, Muccia, Amandola di cui riportiamo i diari a cura di Gianluca Di Matteo e Chiara Rosenthal. 

Dal diario di Gianluca

È il 20 settembre. Arrivato a destinazione alla stazione di Civitanova Marche incontro colleghe e colleghi di Mus-e. Arrivano da tutt’Italia. Genova, Savona, Roma, Torino. Questo è il mio secondo anno a Mus-e, non conosco quasi nessuno e questa è una bellissima occasione per incontrare un po’ di colleghi. Ci sono Francesca, Elena, Monica. Sunghe Oh è coreana. Io amo molto la Corea ci sono stato più volte e questo è un buon argomento, così chiacchieriamo della mia esperienza lì, dei miei amici e della loro buonissima e piccante cucina.

Un’altra collega, Chiara, vorrebbe sviluppare un progetto con un burattino… ne parliamo assieme e sulla sua agenda le faccio qualche bozzetto per la costruzione. Si son fatte le tre passate, abbiamo fame e mettiamo mano ai panini del nostro packed lunch.

Subito dopo arriva il coordinamento nazionale. Ci sono Rita e Carlo. Sono venuti a prenderci. Andiamo alla struttura che ci ospita. È un bellissimo eremo a Coda di Muccia. C’è una vista bellissima. Si vedono le dolci colline marchigiane con gli splendidi colori di un autunno che è già alle porte.
Facciamo una passeggiata nel boschetto attorno all’eremo e Nicolò di Mus-e Genova ci racconta di un documentario che sta girando sui dirigibili. Ci rapisce con le sue storie sui primi pionieri dell’aria e così senza accorgercene arriviamo all’ora di cena.

A tavola approfittiamo per coordinarci per i laboratori del giorno dopo. 12 artisti Mus-e saranno a Muccia, Amandola e a Fiastra. Sunghe Oh, Francesca, Elena e io lavoreremo a Visso. Il tema scelto sarà la clownerie.

Io per mestiere faccio spettacoli di burattini. Spettacoli della tradizione napoletana. Questo teatro si chiama teatro delle guarattelle e il protagonista è Pulcinella.
Pulcinella per il tipo di relazione che instaura con gli altri personaggi e con il burattinaio potrebbe essere paragonato a un clown “Augusto”. Il clown bianco e l’Augusto, quelli che si vedono al circo, uno con il vestito tutto pieno di lustrini con un carattere serio e ordinato e l’altro pasticcione che incarna il caos. Per questa relazione, per il caos e per il ritmo possiamo pensare a Pulcinella un po’ come un clown Per tutto questo e ovviamente per la risata. Si perché Pulcinella fa ridere e questi bambini hanno bisogno di farlo. Questi paesi e la loro economia sono andati in frantumi, migliaia di sfollati e centinaia di morti che hanno lasciato un vuoto incolmabile.
Si abbiamo bisogno di ridere per combattere le macerie dell’anima.

Durante i due giorni di laboratori io faccio spettacolo per i bambini, e insieme a Francesca organizziamo giochi teatrali. Con Elena e Sunghe Oh e invece si costruiscono piccoli manufatti da regalare ai bambini delle altre scuole che incontreremo il giorno dopo per la festa di chiusura.
A questa festa ci sarà anche Gino Marchitelli un bel signore sulla sessantina che, pedalando per 1200 km, ha organizzato un crowdfunding che ha reso possibile quest’esperienza.
Gino è uno scrittore, ha scritto tanto su tanti argomenti e questa volta regala ai bimbi un suo delizioso libro illustrato con una storia di animaletti.

Alla fine con i colleghi è bastato davvero poco per costruire un team affiatato. Il progetto guida, il lavoro svolto assieme, i viaggi in macchina con Carlo che ci raccontava aneddoti e bellezze del Fermano e dei Monti Sibillini, la bella struttura che ci ha ospitato e le buonissime cene hanno facilitato e creato momenti di condivisione.

La festa finale è stata quindi la conclusione che tutti ci aspettavamo. Tutti gli attori coinvolti sono stati molto contenti e hanno trascorso un paio d’ore in totale spensieratezza.
Un’esperienza sicuramente da ripetere.
Un grazie di cuore a tutti, dai responsabili agli artisti, dalle famiglie alle maestre, dai bambini a chi ha pedalato per la raccolta fondi.

Dal diario di Chiara

Carissimi amici e colleghi,

è stata una bellissima esperienza! Sono stata davvero felice di sentirmi socialmente e artisticamente utile in un territorio e per dei bambini che hanno saputo accoglierci meravigliosamente nonostante il disagio causato dal terremoto. Io non sono una persona che dispensa facilmente elogi ma questa volta sono veramente rimasta colpita dall’amore per questo lavoro-missione che ci ha sostenuto tutti, coesi nell’andare avanti anche oltre le oggettive difficoltà economiche e dalla partecipazione che siamo riusciti a creare in così poco tempo. Per entrare nel merito specifico del lavoro svolto durante le due giornate a scuola, posso dire che mi sono trovata molto bene con il mio team, guidato da Oberdan Cesanelli che essendo del Fermano e in vista della collaborazione di Mus-e Italia alla data del 6 ottobre al Festival Clown e Clown a Monte San Giusto, ha sapientemente tenuto le redini del laboratorio dandoci sempre la possibilità di contribuire ogni qual volta lo sentissimo e lo ritenessimo necessario: per parte mia ho cominciato proponendo a tutti un riscaldamento fisico creato e sviluppato nei miei 13 anni di esperienza Mus-e, durante il quale mischiando yoga e danza sconfino nel teatro per coinvolgere i bambini in una storia inventata che in questo caso avevo ripensato in chiave comica per essere pertinente rispetto al tema del sorriso; successivamente ho chiesto loro di amplificare con il corpo le differenti espressioni del viso che avevamo poco prima sperimentato con l’artista visivo Nicolò Servi e con la musicista Marika Pellegrini per poi condurli in una coreografia sulle note della famosa aria “Vesti la giubba” tratta dall’opera “Pagliacci” di Leoncavallo e cantata da Placido Domigo:  

Successivamente li abbiamo quindi proclamati pagliacci inscenando una cerimonia di investitura nella quale abbiamo consegnato a ciascuno di loro un naso rosso accompagnandoli con una canzone dei Queen “It’s hard life” che Freddy Mercury, grande conoscitore ed estimatore dell’opera lirica italiana, aveva scritto ispirandosi all’aria sopracitata di Leoncavallo:

Infine ci siamo adoperati tutti insieme per allestire dei numeri per il circo finale che abbiamo organizzato come restituzione del laboratorio ai compagni delle altre scuole coinvolte nel progetto Mus-e, ai genitori, agli insegnanti, agli organizzatori e ai colleghi artisti:

in particolare mi sono occupata dei movimenti di scena atti ad animare un grande clown alto un paio di metri e largo quattro e le sue tante facce manovrato e interpretato da tre bambini e un’incantatrice di un lungo serpente che si muoveva a zig-zag salendo e scendendo sostenuto dalle mani dei bambini grazie alla collaborazione ben coordinata di tutta la classe. Il clima che si è creato è stato armonico e festoso! Grazie e a presto speriamo.

Immagini dai laboratori

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