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Mus-e Torino:una finestra per la scoperta dei talenti?

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Per questa newsletter abbiamo incontrato Claudia Serra, coordinatrice artistica di Mus-e Torino e Artista Mus-e.

Durante la lezione aperta di una prima elementare, ho visto che c’era un bambino che dimostrava un grande talento nella danza. Ho pensato al classico film di Billie Eliot, film nel quale Billy, un bambino costretto dal padre a praticare il pugilato invece scopre in sé una grande passione e talento per la danza. Vorrei chiederti di condividere con noi alcune riflessioni sul ruolo dei laboratori Mus-e nella scoperta dei talenti dei bambini.

Pensi che il progetto Mus-e Torino funzioni come una finestra per la scoperta dei talenti delle bambine e dei bambini che partecipano al progetto?

‘Il progetto Mus-e sicuramente è una finestra di opportunità per la scoperta dei talenti, soprattutto in contesti di condizioni sociali purtroppo disagiate. Sfortunatamente però, in questo tipo di contesti diventa una finestra temporanea, nel senso che dura i tre anni delle attività’ di laboratorio, a meno che in quella scuola particolare si facciano poi delle attività correlate. Tanto è che molti di questi bambini fanno poi il post-scuola però lì, nella stessa scuola.

Ad esempio, ai genitori di Michele, un bambino di una prima con un gran talento per la danza, io non li ho visti perché lavorano molto. Diciamo che i bambini ai 6 anni sono molto piccoli, ma ad esempio Michele è un bambino che ha molta plasticità, coordinazione, controllo del movimento, è uno molto spiritoso e potrebbe anche fare le arti circensi, per esempio, non soltanto la danza. Ma per dar continuità al talento che è emerso con i laboratori, il coinvolgimento delle famiglie è vitale. Quindi Mus-e è fondamentale per la scoperta dei talenti ma è fondamentale che ci sia un coinvolgimento delle famiglie nel riconoscimento e valorizzazione del talento di questi bambini come una opportunità anche professionale, perché il talento è una opportunità professionale.

Ma in un caso di un bambino come Michele, le si potrebbe dare una borsa di studi per che continuasse, ma secondo me il problema non è a borsa di studio. Secondo me il fattore decisivo é la location. Nessuno lo porterebbe mai fuori dal quartiere, perché ha una famiglia che deve lavorare tanto.’

Hai qualche idea di come riuscire a superare questo ostacolo per la valorizzazione dei talenti scoperti attraverso il percorso Mus-e?

‘Infatti, mi viene in mente l’esperienza del Coromuse, un progetto che è nato per creare una proposta Mus-e oltre la terza classe della scuola primaria. In questo progetto, dopo la fine del percorso classico Mus-e dalla prima alla terza elementare, i bambini che scelgono di far parte del coro Mus-e proseguono il percorso formativo sulla musica in quarta e in quinta. Quindi, perché non fare un corpo di danza? perché non fare un gruppo teatrale?

Sarebbe interessante perché si tratterebbe di bambini che intendono continuare sul progetto Mus-e, ma andando oltre dalla classe. E questo però deve avvenire nella scuola perché come visto con il caso di Michele, se cambiasse la location non funzionerebbe. Quindi secondo me, i gruppi oltre ai laboratori per i talenti devono essere nella scuola. Una scuola che diventa  porto franco, centro di incontro. In questo modo si fa anche un lavoro con le famiglie per raggiunge alla consapevolezza che Mus-e è un valore.’

Ci racconti un po’ di questo processo di scoperta dei talenti?

 ‘Nei progetti Mus-e si trovano molti bambini e bambine con talento per la danza. Ma molte bambine studiano danza negli orari extra-scolastici. Per esempio in queste classi che avevo che abbiamo portato a Monforte, c’erano almeno due bambine meravigliose, con una qualità del gesto magnifica. Loro avevano un gran talento naturale ma facevano già il loro percorso formativo seguendo corsi di danza. I maschi sono quelli che secondo me sorprendono di più perché invece loro nel post-scuola fanno atletica, arti marziali o calcetto, ma molto difficilmente danza. Per esempio alla scuola Muratori, che è una delle scuole che ha partecipato a Monforte, c’era questo bambino, che ha un gran talento naturale. Dovrebbe studiare danza anche lui! Ha proprio le fattezze, le proporzioni, la memoria, il piacere. Mus-e apre lo spazio per fare emergere i potenziali dei bambini. La scommessa, se vogliamo trovare strumenti per vivere in questo mondo difficile nel quale siamo, è quella di dare alle famiglie il modo di comprendere quale grossa opportunità i bambini hanno facendo questi percorsi dedicati a l’arte.’

 

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