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Roberta Billè

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Roberta Billè

Diploma di Laurea in Pittura presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino (1994).
Ha partecipato a vari Corsi di aggiornamento per insegnanti, presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino (Torino, 1996-2000).

Consulente come arte terapeuta per le cooperative sociali: la Valdocco (1997 a oggi), Officina d’utopia(2000-2003), Frassati (2006), Il sogno di una cosa (2008).

Socia  APIART (Associazione Professionale Italiana degli Arte terapeuti)
Arte terapeuta dal 1998 (Scuola di psicoterapia non verbale ILPORTO ADEG-Torino).

Laboratorio di Pittura nella Scuola Pubblica Materna Circoscrizione 8 (1995-1996).
Laboratorio di Pittura rivolto alle classi terze e quarte elementari presso la Scuola Elementare Statale Sabin-Marchesa di Torino (1994-1998).

Consulente artistico per la didattica del Museo d’Arte Moderna Fondazione Rebaudengo Sandretto presso la scuola materna Chagall, Torino (2004-2005).
Consulente artistico per i laboratori didattici tenuti presso il teatro Araldo, Torino (2005-2006).
Consulente di arte terapia presso la scuola media Matteotti di Rivoli (dal 2004 al 2006) e per la scuola elementare Cavour di Rivoli (dal 2005 al 2007).
Consulente museale per la Sezione Ricerche Creative per il Parco d’Arte Vivente presso l’associazione AcPAV Torino, ( dal 2005 al2007).
Consulente di arte terapia presso Laboratori di pittura dal titolo “Gioco e realtà”; scuole elementare per Mus-e, progetto internazionale di integrazione  nelle  scuole (2004-2008).

Varie esposizioni artistiche di pittura e video (dal 1998 a 2007).

MIRÒ! SOGNO E COLORE visita al museo

Sono Roberta Billè arte terapeuta  e collaboro con l‘associazione Mus-e da molti anni. Ho scelto di lavorare per il progetto Mus-e perché penso che il nostro intervento in alcune scuole di Torino possa essere un supporto concreto per gli insegnanti che lavorano nelle periferie o nelle zone più disagiate torinesi, come il maestro Fabrizio Ferrari della scuola elementare De Amicis insegnante della classe 3D.

Roberta BillèLa scuola si trova su un territorio composto da famiglie molto povere provenienti da culture diverse: curde, marocchine, nigeriane, turche, cinesi, albanesi, rumene. Tante culture differenti in uno spazio molto piccolo della città.
Al di fuori della scuola sono pochi i bambini che frequentano la piccola rete sociale presente nel quartiere, la maggior parte rimane in casa con la famiglia.

La classe ha un carattere molto esuberante, sono affettuosi nei miei confronti ma tra di loro spesso litigano prendendosi in giro e hanno difficoltà a rispettare alcune regole, come attendere, ascoltare. Spesso assumono atteggiamenti prepotenti, indolenti.
La maggior parte di questi bambini non ha mai visto un museo, non è mai stato al cinema e ancor meno a teatro, frutto di molte vite ad alto degrado sociale.

Roberta BillèSiamo andati alla mostra dell’artista Joan Mirò tenutasi a Palazzo Chiablese a Torino.
L’insegnante ha preparato i bambini dando loro informazioni sulla vita di Mirò, utilizzando quest’uscita come nuovo stimolo per i suoi alunni, e ha chiesto il mio intervento.
I bambini hanno osservato, paragonato, e con la loro immaginazione sono entrati in relazione con l’opera.
Hanno guardato le opere prima da lontano, osservando l’insieme, e poi da vicino, per coglierne i particolari. Curiosi ed entusiasti hanno partecipato in maniera attiva rapportando quello che avevano studiato a quello che vedevano.
Hanno osservato lo spazio, la superficie, i colori e le forme, i materiali utilizzati dall’artista. Alcuni hanno notato che il nero era il colore predominante.

Abbiamo successivamente chiesto agli alunni di rappresentare loro stessi “alla Mirò”.
Roberta BillèI bambini hanno prima preparato degli schizzi e dopo hanno lavorato su tavolette di legno. Hanno usato i materiali usati dall’artista e sono rimasti entusiasti dei loro manufatti compiaciuti del loro lavoro, sperando di andare ancora a visitare un museo!
Al museo i bambini hanno tenuto un comportamento adeguato, la partecipazione è stata molto attiva e le osservazioni pertinenti, sia con quello che hanno visto che con quello che avevano studiato.

Non essere mai stati ad un museo comporta anche dover imparare e osservare alcune regole (non toccare, parlare a bassa voce, rispettare la fila, ecc.), regole civili che alcuni bambini ritrovano sia dentro che fuori l’ambiente scolastico, ma che talvolta fanno fatica a rispettare. Ricordiamoci che se per molte scuole è consuetudine andare in visita ad un museo, per altre non lo è.
La maggior parte dei bambini della classe non era infatti mai stata in un museo, per loro è stata un’esperienza positiva che si ricorderanno per tutta la vita!

I bambini sono usciti dal loro confine mentale, dal loro campo visivo, sono stati in un luogo di cultura, in un bel palazzo nel centro di Torino, hanno visto il centro della loro città, mantenendo un atteggiamento rispettoso e consono all’ambiente.

L’Arte fa il carattere! Anche una semplice uscita come quella che ho descritto può essere di valore aggiunto allo sviluppo della personalità.

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